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Parafolgori contro SPD: come scegliere la protezione da sovratensione RF per le torri telecomunicazioni

2026/08/07

Parafolgori contro SPD: come scegliere la protezione da sovratensione RF per le torri telecomunicazioni

Se hai specificato la protezione contro le sovrattensioni per i sistemi di alimentazione delle stazioni base, probabilmente ti sei già imbattuto nella stessa confusione: un fornitore ti quotava un "parafreddo per sovrattensioni da fulmine", un altro lo indicava come "SPD" e i datasheet sembrano quasi identici in superficie. Cosa differisce effettivamente, e quale dei due appartiene al tuo sistema di alimentazione?

Questa non è una domanda banale. La scelta del dispositivo errato — anche uno che supera la verifica iniziale delle specifiche — può lasciare esposto un sistema antenna all'evento transitorio esatto che avrebbe dovuto resistere. È una lezione che la maggior parte degli ingegneri RF impara una volta sola e non ripete.

SPD vs. parafreddo per sovrattensioni da fulmine: cosa significano effettivamente questi termini

Iniziamo da ciò che questi termini non sono: sinonimi interscambiabili che descrivono la stessa cosa. Negli standard elettrici, in particolare ANSI/UL 1449, il termine SPD (surge protection device) ha sostituito terminologie obsolete come "parafaradito secondario" e "TVSS" per descrivere dispositivi che limitano le sovratensioni transitorie e proteggono l’elettronica a valle. A parafulmine gestisce i transitori ad energia molto più elevata derivanti da fulmini indiretti, deviando tale energia lontano dalle apparecchiature collegate e verso il percorso di messa a terra.

Nel contesto dei sistemi di alimentazione RF, entrambe le categorie esistono come dispositivi in linea coassiali. La distinzione si sposta verso la tensione nominale, la capacità di gestione dell’energia e il tipo di transitorio a cui ciascun dispositivo è ottimizzato.

Parametri chiave da confrontare

Quando si valuta la protezione contro le sovratensioni coassiali per i cavi di alimentazione delle torri telecom, il confronto delle specifiche deve coprire almeno queste dimensioni:

Parametro Parafulmine contro impulsi di fulmine RF SPD
Minaccia principale Transitori ad alta energia da fulmini indiretti Sovratensioni condotte da commutazioni o da fulmini nelle vicinanze
Tensione nominale CC Tipicamente 90 V (per l’alimentazione in continua standard dei cavi di alimentazione 4G/5G) Fino a 230 V (percorsi di alimentazione in continua con potenza superiore)
Gamma di frequenza CC – 3,0 GHz (standard); CC – 6 GHz per bande più ampie CC – 3,0 GHz o superiore a seconda della progettazione
Interfaccia connettore Tipo N maschio-femmina (il più comune per i cavi di alimentazione) Tipo N maschio-femmina oppure specifico per l’applicazione
Perdita di inserzione Generalmente <0,3 dB sull’intera banda operativa Simile, verificare sul datasheet
Prestazioni PIM Critico per LTE/5G (specificare la classe PIM) Varia — verificare se è certificato PIM per uso carrier

Il valore di tensione nominale è il parametro in cui le specifiche indicate sul foglio tecnico spesso non corrispondono alla realtà sul campo. Un dispositivo con una tensione nominale di 90 V CC funzionerà correttamente con l’alimentazione standard di un Remote Radio Unit (RRU), ma se il sistema utilizza una tensione di polarizzazione più elevata per tratti di cavo più lunghi o configurazioni multi-carrier, quel dispositivo da 90 V diventa un fattore di rischio.

Adattare il dispositivo allo scenario applicativo

La scelta corretta dipende da ciò contro cui si sta effettivamente proteggendo e dal punto del sistema di alimentazione in cui si installa il dispositivo: non esiste una risposta universale valida per ogni configurazione di torre.

Se la vostra preoccupazione principale è l’energia da fulmine indiretto che entra attraverso il cavo di alimentazione nella parte superiore della torre: un arrestatore di sovratensione da fulmine basato su tubo a scarica a gas (GDT) rappresenta la prima linea di difesa adeguata. Installatelo nel punto di ingresso della torre, dove il cavo di alimentazione passa dalla tratta esterna dell’antenna alla stanza o all’alloggiamento contenente gli equipaggiamenti protetti. La variante con tensione nominale di 90 V è adatta alla maggior parte delle applicazioni con cavo di alimentazione per singolo portante 4G/5G.

Se la vostra applicazione richiede un dispositivo SPD dedicato per il percorso di alimentazione in corrente continua (DC), anziché per il percorso di trasmissione RF: scegliete un dispositivo con tensione nominale compatibile con la tensione di polarizzazione reale del sistema: 90 V o 230 V, a seconda della progettazione.

Se il vostro sistema fornisce alimentazione lungo la linea coassiale (configurazioni con bias tee) a tensioni più elevate: verificare che la tensione continua nominale corrisponda al livello di polarizzazione effettivo. Selezionare un dispositivo da 90 V su un percorso di polarizzazione da 230 V non è soltanto una scelta sottodimensionata: può causare una conduzione indesiderata del dispositivo anche nelle normali condizioni operative.

Se si proteggono apparecchiature LTE o 5G di alto valore, in cui l'intermodulazione passiva (PIM) degrada la qualità del segnale: non tutti i dispositivi di protezione contro le sovratensioni sono certificati PIM. Verificare che il dispositivo disponga di una specifica PIM pubblicata, tipicamente espressa come migliore di –155 dBc a 2 × 20 W (o equivalente ai requisiti della propria rete). Installare un arrestatore standard senza aver verificato la sua conformità PIM in un sistema antenna di classe operatore è una decisione che si manifesta mesi dopo sotto forma di rumore inspiegabile sul collegamento in uplink.

Posizione di installazione e messa a terra

RF surge arrester installation on telecom tower feeder cable with N-type coaxial connector and grounding cable
Arrestatore RF contro le sovratensioni correttamente posizionato lungo il cavo di alimentazione dell’antenna sulla torre, con cavo di messa a terra e connessione a terra a bassa impedenza visibili.

Anche un dispositivo correttamente specificato funziona male se installato in modo errato. L’arrestatore di sovratensione richiede un collegamento a terra diretto e a bassa impedenza: non è ammesso utilizzare un bus di terra condiviso con molteplici altri percorsi, qualora tali percorsi introducano induttanza. Più corto è il collegamento di terra, più efficace risulta il dispositivo.

Per la protezione delle linee di alimentazione delle torri telecom, l’arrestatore viene tipicamente installato in due punti: in cima alla torre, subito dietro l’antenna, e alla base della torre, nel punto in cui il cavo entra nella struttura contenente l’apparecchiatura. La protezione a due stadi è una prassi standard negli ambienti ad alto rischio di fulminazione. Un singolo dispositivo installato soltanto all’ingresso della struttura protegge esclusivamente l’energia condotta che ha già percorso l’intera lunghezza della linea di alimentazione.

Esempi di prodotto per applicazioni su linee di alimentazione di torri telecom

CA-23RP DC-3.0GHz N-type surge arrester lightning protector for telecom feeder systems
CA-23RP Arrestatore di sovratensione N maschio–N femmina, 0–3,0 GHz, progettato per applicazioni su linee di alimentazione di stazioni radio base.

Per sistemi di alimentazione di tipo N operanti in continua fino a 3,0 GHz, Zhenjiang Jiewei produce protettori contro le sovratensioni coassiali progettati per applicazioni su stazioni base e torri telecomunicazioni. Due opzioni rappresentative:

Per applicazioni oltre i 3,0 GHz o quando sono richiesti specifici valori di PIM, verificare la specifica estesa con il produttore prima dell’acquisto.

Preso la decisione di selezione

Prima di definire definitivamente la vostra specifica — che si tratti di un arrestatore per sovratensioni da fulmine, di un dispositivo passivo SPD per la protezione contro le sovratensioni o di una combinazione di entrambi — eseguire questi quattro controlli:

  1. Qual è la tensione di polarizzazione in corrente continua effettiva su questo tratto di linea? Adattare la tensione nominale del dispositivo al proprio sistema, non a un esempio generico tratto da un foglio dati.
  2. In quale gamma di frequenze opera il sistema antenna? Verificare che il paraschermo funzioni con una perdita d’inserzione accettabile sull’intera banda prevista, comprese eventuali future estensioni di banda.
  3. Il PIM rappresenta un problema per questa installazione? In caso affermativo, verificare che il dispositivo disponga di una classificazione PIM pubblicata.
  4. Dove si trovano i punti di installazione? Per le installazioni su palo alto esposto, è preferibile adottare una protezione a due stadi (sommità della torre + ingresso nel riparo).

Concordare fin dall’inizio questi quattro parametri comporta un risparmio notevole rispetto al costo di un intervento sul campo — e della sostituzione dell’apparecchiatura — che segue il mancato funzionamento del dispositivo nell’evento che era stato scelto proprio per prevenire.

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